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Corsa all’oro del KlondikeLa corsa all’oro del Klondike, dai più definita corsa all’oro dello Yukon (dal nome del territorio in cui vennero ritrovati i giacimenti auriferi), ebbe inizio quando due navi provenienti dal suddetto territorio, cariche di minatori  e del loro speciale bottino, approdarono nei porti di Seattle e San Francisco. La notizia del ritrovamento di una grandissima quantità del minerale giallo in territorio canadese si sparse a macchia d’olio per tutti gli Stati Uniti e non solo. Migliaia di persone comuni, insegnanti, operai e addirittura un rinomato sindaco, decisero di intraprendere un’avventura verso la ricchezza, o almeno quella che utopicamente speravano di trovare.

Il grande spostamento di masse che accompagnò la corsa all’oro del Klondike penetrò così in profondità nell’assetto sociale degli Stati Uniti poiché alla fine dell’Ottocento (periodo in cui avvennero le scoperte canadesi) il territorio americano era colpito da una forte crisi economica e la gente sognò di rivedere la luce al di là del tunnel proprio grazie all’oro.

Tutto ebbe inizio quando tre minatori, due nativi canadesi ed un californiano, risalendo il fiume Klondike si imbatterono in ricchi giacimenti d’oro nel Fosso del Coniglio (Rabbit Creek) . La notizia di tale scoperta si diffuse capillarmente per tutto il territorio dello Yukon, area in cui proliferava già l’attività mineraria, ma nessuno ancora aveva avuto la fortuna di trovare un giacimento così vasto. Fu quello l’inizio della migrazione di migliaia di persone verso la sorgente aurifera. Dapprima la corsa all’oro coinvolse solo il Canada ma ben presto uscì da propri confini per arrivare negli Stati Uniti e giungere poi fino alle punte estreme dell’Australia.

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Il Tesoro di PriamoOmero, come tutti sappiamo, decantò le gesta di tanti eroi della nostra antichità e fin da bambini ci ha fatto sognare e crescere grazie ai suoi racconti. Leggendo le sue opere abbiamo viaggiato attraverso il tempo e ci siamo ritrovati spettatori diguerre, amori e spettacolari avventure che ci hanno lasciato a bocca aperta.

Fu così anche per il piccolo Heinrich Schliemann il quale si innamorò talmente tanto delle opere omeriche da farne la sua stessa ragione di vita. Iracconti della inespugnabile Troia e del suo re Priamo, dell’ira di Agamennone disposto a vendicare il rapimento della sua Elena da parte di Paride fratello del valoroso Ettore, e di Achille invincibile e vanitoso amante della gloria; tutto questo ha portato Schliemann alla ricerca dei resti della città indistruttibile che si fece ingannare dall’astuzia di Ulisse.

Le sue ricerche lo condussero sulla collina Hissarlink, in Turchia, dove un suo predecessore aveva già tracciato la posizione esatta di dove con quasi assoluta sicurezza si fosse trovata l’antica città di Troia. I permessi per iniziare i lavori arrivarono presto e l’équipe dell’imprenditore tedesco(Schliemann non era affatto un archeologo, la vita però lo aveva reso talmente ricco che si poté permettere di esserlo) iniziò gli scavi. A breve furono scoperti resti di città antiche sovrapposte. Ben nove strati di reperti tutti risalenti a epoche storiche diverse.

Nessuno però poteva immaginare che durante queste ricerche sarebbe tornato alla luce uno dei tesori più splendidi appartenuti ai tempi antichi.  Il ritrovamento avvenne tra maggio e giugno del 1873 e lasciò notevolmente stupiti i suoi scopritori.

Heinrich SchliemannIl “Tesoro di Priamo”, così definito da Schliemann, si trovava dentro a un forziere lungo un metro alto 45 centimetri, al cui interno vi erano: uno scudo di rameun calderone di rame con manici; sei lame di coltello in argento battutoun oggetto di rame non identificato; un vaso d’argento contenente due diademi d’orotre braccialetti8.750 anelli, due piccoli bicchieri, bottoni e altri piccoli oggetti d’oroun vaso di rameuna bottiglia d’oro battutodue coppe d’oro di cui una battuta e una fusa; diversi bicchieri di terracottarossastra; una coppa di elettro;  tre vasi d’argento con parti fuse in rame; diversi bicchieri e vasi in argentotredici punte di lancia in ramequattordici asce in ramealtri manufatti in rame tra i quali la chiave di una cassetta.

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Grande Reverso Jaeger-Le-CoultreLa Jaeger-LeCoultre, rinomata maison svizzera, anche quest’anno ha deciso di cogliere l’occasione della collaborazione con la mostra internazionale d’arte cinematografica della biennale di Venezia, per ribadire il suo interesse verso le cause sensibili del pianeta.

Non è un segreto il forte legame che intercorre ormai da tempo tra i maestri svizzeri e l’associazione di volontariato Emergency, e recentemente abbiamo assistito ad un’importante serata di gala organizzata appunto per sensibilizzare gli intervenuti alla mostra di Venezia verso popoli meno fortunati di noi.

L’evento denominato “Una rosa per Emergency” ha avuto luogo il 30 agosto scorso durante la prima del film Superstar e ha visto sfilare sul red carpet Cristiana Capotondi (madrina ufficiale della serata) e molti altri noti personaggi dello spettacolo, tutti rigorosamente con in mano una rosa e al polso un orologio Reverso sul quale spiccava il rinomato fiore simbolo dell’amore accanto al simbolo di Emergency.

Il segnatempo creato ad hoc per l’occasione da Jaerger-LeCoultre è un Grande Reverso in oro bianco 18 carati e diamanti taglio baguette a sottolineare lo stile Art Déco.

 

 

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HM3 Poison FrogPer l’ultima creazione della MB&F (Maximilian Büsser and Friends) i maestri orologiai della suddetta maison hanno cercato nella natura selvaggia qualcosa che solleticasse la loro inventiva. Quando si sono imbattuti nella letale rana poison dart hanno capito d’aver trovato la fonte d’ispirazione che stavano cercando.

Il nuovo segnatempo MB&F, denominato appuntoHM3 Poison Frog, riprende molte dellecaratteristiche dell’animale in questione: l’orologio, come la rana, appare in un intenso colore nero con le rifiniture tinte in un luminoso giallo.

La caratteristica principale della dart poison, oltre a quella di essere portatrice di un veleno mortale, è di poter osservare intorno a lei quasi a 360° senza minimamente muovere la testa.Imitare questa particolarità è stato il compito principale dei maestri orologiai della maison Büsser, che alla fine sono riusciti a creare una caratteristica simile sulla loro opera: sull’orologio HM3è possibile visualizzare l’ora e i minuti da qualsiasi angolazione senza l’obbligo di muovere il polso.

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Masterpiece 2012In questi giorni grazie ai giochi Olimpici, Londra sembra essere diventata il centro dell’intero pianeta, ma bisogna ricordare che nell’ultimo anno le manifestazioni che si sono susseguite per le sue vie l’hanno resa ancora maggiormente ilfulcro della vita globale.

La città britannica ha infatti visto popolare i suoi quartieri da numerosissimi eventi di elevato interesse mediatico.

Tra questi è doveroso annoverare una bellissimamostra di oggetti preziosi e antiquariato che ha avuto luogo tra il 28 giugno e il 4 luglio a Chelsea, zona particolarmente chic della città delle Olimpiadi; si tratta del Masterpiece 2012.

Questa particolare mostra è uno tra i pochi avvenimenti in cui si amalgamano in maniera eccezionaleoggetti d’arte, antiquariato, arti decorative, gioielleria ma anche opere di design contemporaneo.

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