Le donne sono Dio!

Pubblicato: 22 ottobre 2012 da Dario Stissi in Attualità, Il punto di Dario, Pagine d'inchiostro, Pensierole
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Buongiorno a tutti amici, colleghi e a voi tutti lettori.

Oggi vorrei parlare di un argomento molto sensibile che mi sta particolarmente a cuore: la violenza sulle donne.

La mia incredulità davanti a brutali avvenimenti che toccano il sesso femminile mi sconvolge ogni giorni di più e nonostante io mi sforzi ripetutamente di capire, non ci riesco.

Io vedo la figura femminile nettamente superiore a quella maschile e vi spiego anche il perché:

Credo che antropologicamente da sempre l’uomo inteso come essere maschile non è mai riuscito ad evolversi nello stesso modo in cui ha fatto la donna. La scienza afferma che la nostra discendenza è di certo “animale” ed è proprio da questo ceppo di partenza che l’uomo non è ancora riuscito a liberarsi. Nell’essere maschile l’istinto è molto più forte della donna e la pulsione sessuale è predominante in ogni aspetto della vita che lo circonda.

Migliaia di anni fa quando l’uomo non era altro che un “primate”, la logica del branco vedeva il capo dello stesso accoppiarsi con più elementi femminili possibili per dare un’ovvia successione alla specie; reminiscenze di ciò si ritrovano osservando un gruppo di donne che sottoposte a una continua frequentazione arriveranno ad avere un tempo d’ovulazione identico. Questo in epoca preistorica permetteva agli uomini del branco di ingravidare più donne contemporaneamente.

Nel corso dei secoli la cosiddetta evoluzione ha liberato gli esseri umani da molte di queste pulsioni primordiali e colei che è riuscita ad adattarsi meglio al nuovo status quo è stata la donna. L’uomo, il cui potere era incentrato proprio sulla perpetuazione dei geni si è ritrovato ad un tratto svuotato dal suo ruolo di capo stipite. Da questo ragionamento ne scaturisce, a mio avviso, un secolare accumularsi di frustrazioni che lo ha visto perdere potere, soprattutto psicologico, nei confronti del suo simile femminile.

La storia ha visto milioni di casi di sfruttamento delle donne, e sfortunatamente nell’epoca in cui viviamo questa piaga non è ancora stata debellata. Il maschio ha adottato come forma di difesa nei confronti di colei che si è adatta meglio all’evoluzione, l’arma della forza, unica arma che ha ancora in suo possesso. Con la forza ha infatti da sempre costretto la donna ad essere inginocchiata al suo servizio e ne ha soffocato così la grandezza.

Il modo di agire dell’uomo non si è dunque mai riuscito a staccare realmente dall’istinto animale e oggi che la donna dopo dure e difficilissime battaglie sta riuscendo a ritagliarsi lo spazio sociale che le spetta (di passi in avanti da fare ne mancano ancora tanti) l’uomo cosa fa? diventa donna.

Oggi assistiamo a un’emancipazione femminile sconvolgente che sta travolgendo il modo stesso di vedere la società maschilista e qualunquista da sempre comandata dall’istinto maschile e l’uomo incapace adesso di tener testa a quest’essere meraviglioso che lo supera in bellezza e intelligenza, decide di emularlo svuotandosi non solo del suo istinto ma anche della sua estetica “bruttezza”.

Di certo come in ogni cosa, le generalizzazioni non hanno poi nessun valore attivo e quindi giusto che io ricordi che questi cambiamenti non toccano ogni uomo e ogni donna ma soltanto una parte di essi. Una parte che però di giorno in giorno si accresce e si amplia verso confini sconosciuti. Se questa è però la soluzione allo sfruttamento e alla violenza sulle donne, ben venga un mondo fatto di sole donne: siano esse nate tali, o siano uomini diventatici.

Fatto sta che la violenza su questa magnifica e impareggiabile creatura continua ad avvenire e non riesco a non pensare alla povera ragazzina di Palermo uccisa qualche giorno fa da quell’essere immondo che tutto può definirsi tranne che uomo. Soltanto il pensare che lui è un uomo non mi permette di guardarmi allo specchio. Non posso far altro allora che immaginare costui come una bestia, uno di quei lupi nascosti da un volto umano che uccidono solo perché inferiori.

Quando la donna era schiava le si ammazzavano i sogni e la libertà, ora che non lo è più non si può far altro che ammazzare lei!

Tremo soltanto pensando a questa frase.

Mi dispiace miei cari colleghi di sesso, non saranno i vostri coltelli o le vostre pistole a rendervi superiori a una donna. Abbiamo perso il treno dell’evoluzione e non possiamo fare altro che inginocchiarci e adorare quest’essere perfetto della natura.

E voi donne, non fatevi ubriacare da un potere che sta crescendo sempre più tra le vostre mani: non diventate uomini!

Dario

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