Ora e adesso. Il mondo che vorrei…

Pubblicato: 13 gennaio 2012 da Dario Stissi in Il punto di Dario, Pagine d'inchiostro

Sapete cos’è la cosa più difficile che un uomo possa fare?

Rendersi conto che esiste il presente.

Tutte le persone nel mondo sono da sempre segnate dal passato che le perseguita, e preoccupate dal futuro che appare sempre più incerto e pauroso.

Nella frenesia che ci attanaglia, nessuno riesce ormai a staccarsi da ciò che è stato e da ciò che sarà perdendo così l’appuntamento più importante con ciò che è.

Si rimuginano tutte le cose accadute nella vita, spesso quelle sbagliate e deleterie tralasciando tutto ciò che di buono si è fatto (e nella maggior parte delle volte le cose positive superano di gran lunga quelle negative) e più passano gli anni e più il passato diventa ricco di ricordi e di pensieri pronti ad incasinarti la mente. In compenso però non si può lasciare che il domani sia un mistero e quindi si fa di tutto per organizzarlo in ogni sua minima parte, progetti che solo nel 10% dei casi si riusciranno a realizzare. Questo è ciò che si definisce sognare ad occhi aperti: quando distaccandoti completamente dalla realtà che ti circonda decidi di viaggiare tra le sinapsi e creare un mondo a tuo piacimento che speri presto coinvolga la tua vita.

Si vive tra fu e sarà, tra sbagli e promesse e tra delusioni e propositi; alimentando sempre più la nostra mente, già di per sé ingarbugliata e contorta, con aspettative illusorie e frustrazioni da fallimenti.

Sono sicuro che tu che stai leggendo non riesci facilmente a concentrarti per più di un minuto su ciò che ti sta accadendo ora e assaporarne le emozioni i colori e la bellezza dell’essere qui adesso.

Nessuno riesce a pensare come se l’attimo presente che si sta vivendo fosse l’unico, senza un secondo che viene prima o quello che viene dopo. Già il solo pensare che c’è un attimo dopo ti allontana dall’adesso.

Non è follia vivere consapevoli che si può morire in qualsiasi momento senza il minimo preavviso, e su questo hanno moltissimo da insegnare i grandi maestri orientali. Loro crescono e vivono consapevoli che nulla ci appartiene davvero e che l’unica sicurezza che l’uomo ha fin dal primo giorno di vita è che morirà. Se tutti fossimo coscienti di ciò, non esisterebbe l’ira e nessuno si affannerebbe più nel fare progetti che vanno aldilà del qui e adesso. Se una persona sapesse di dovere morire domani sono certo che farebbe in modo che le sue ultime ore di vita sarebbero piene zeppe di cose belle e di esperienze che mai avrebbe fatto in una situazione normale ( a tal proposito un film che consiglio è “ The Bucket List” Questo è il trailer).

Di certo non sarò io a insegnare a qualcuno come vivere, anche perché io non sono diverso da coloro i quali vivono tralasciando il presente, forse è per questo che ne sto scrivendo. Mi piacerebbe sforzarmi e concentrarmi per riuscire a godere a pieno di tutto ciò che mi succede attimo dopo attimo, senza pensare a cosa accadrà domani e perché è accaduto quello ieri, e mi auguro che tutti un giorno possiate riuscirci.

Aspettiamo un Paradiso che abbiamo già ma che non riconosciamo e continuiamo imperterriti a non riconoscere. Possediamo la nostra vita e la possediamo adesso e distraendoci, pensando a ieri o a domani, stiamo solo sprecando il tempo(che non conosciamo)che ci resta da vivere.

“La vita è ciò che vi accade mentre siete impegnati a progettare altro” John Lennon

Abbiamo un mondo in affitto e prima di noi lo hanno avuto un numero enorme di altre persone e dopo di noi chissà quante altre persone lo avranno, quindi godiamocelo perché prima o poi non sarà più di nostra proprietà.

Dario

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