Nuova campagna pubblicitaria mondiale shock di United Colors of Benetton

Pubblicato: 18 novembre 2011 da Dario Stissi in Attualità, Curiosità, Il punto di Dario

Nuova campagna pubblicitaria mondiale shock di United Colors of Benetton, con cui si invitano i leader e gli abitanti del mondo a combattere la “cultura dell’odio” e si annuncia la costituzione della Fondazione UNHATE. E’ gia’ polemica sui manifesti tra cui quello del bacio sulla bocca tra il Papa e l’Imam del Cairo, comparso in mattinata a Roma a pochi passi dal Vaticano.

“Sia immediatamente ritirata la pubblicita’ di Benetton con il Papa”, afferma Luca Borgomeo, presidente dell’ associazione di telespettatori cattolici Aiart, che aggiunge: “E’ un’ offesa al cattolicesimo, ma anche un’offesa a tutti quei pubblicitari che ricercano messaggi innovativi”. Replica Alessandro Benetton, vicepresidente esecutivo di Benetton Group, che ha illustrato il lancio della campagna a Parigi: “Se l’amore globale rimane una sia pur condivisibile utopia, l’invito a ‘non odiare’, a combattere la ‘cultura dell’odio’, rappresenta un obiettivo ambizioso ma realistico. Con questa campagna abbiamo deciso di dare visibilita’ mondiale a un’idea alta di tolleranza, per invitare i cittadini di tutti i Paesi, in un momento storico di grandi turbamenti e non meno grandi speranze, a riflettere su come l’odio nasca soprattutto dalla ‘paura dell’altro’ e di cio’ che non si conosce”. Il progetto di comunicazione UNHATE, comprende una serie coordinata di iniziative ed eventi, che iniziano dal 16 novembre sulle principali testate quotidiane, periodiche e web del mondo.

Tema centrale e’ il bacio, il piu’ riconosciuto simbolo dell’amore, tra leader politici e religiosi mondiali ad esempio: Barack Obama e il leader cinese Hu Jintao; papa Benedetto XVI e Ahmed Mohamed el-Tayeb, Imam della moschea di Al-Azhar al Cairo (il piu’ importante e moderato centro di studi islamico sunnita al mondo); il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Per la Benetton ”si tratta di immagini simboliche di riconciliazione – con un tocco di speranza ironica e costruttiva provocazione – per sollecitare una riflessione su come la politica, la fede, le idee, anche se diverse e contrapposte, debbano comunque portare al dialogo e alla mediazione”.

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