New 7 wonders : trionfa l’asia

Pubblicato: 12 novembre 2011 da Dario Stissi in Attualità, Il punto di Dario

Proclamate le 7 Meraviglie della natura, al termine di un poll che si è tenuto per 2 anni in rete. Dalla Halong Bay a Komodo, oriente sovrano. C’è l’Amazzonia, assenti Grand Canyon e Barriera Corallina

Sono Asia e Sudamerica le regine nella lista delle “7 nuove meraviglie della natura”, che l’organizzazione non-profit New7Wonders ha divulgato oggi, al termine di una votazione che si è svolta nell’arco di 2 anni e ha utilizzato come medium prevalente il web. I sette paradisi, usciti da una lista finale di 28 località, ricavata da 77 nomination, da un gruppo di esperti guidati da un ex direttore dell’Unesco, sono la Foresta Amazzonica (nel suo intero, che si sviluppa in Bolivia, Brasile, Colombia, Guyana, Guyana Francese, Perù, Suriname e Venezuela); la Baia di Halong in Vietnamle Cascate dell’Iguazù, tra Brasile e Argentina; la spettacolare isola di Jeju in Corea del Sud, l’Isola di Komodo in Indonesia; il fiume sotterraneo di Puerto Princesa nelle Filippine, la Table Mountain che domina Città del Capo, in Sudafrica (ecco le meraviglie nella fotogallery).

Non ci sono località europee, né tantomeno italiane, anche se nelle 28 finaliste si trovavano il Cervino (che è per più di metà svizzero) e il Vesuvio. Tra i grandi assenti, spiccano soprattutto il Grand Canyon in Arizona, la Grande Barriera Corallina tra Australia e isole del Pacifico, che pure erano ancora nell’elenco delle 14 località più votate, diffuso a poche ore dalla divulgazione del risultato (“provvisorio”, si legge sul sito) dall’organizzazione, che ha sede a Ginevra e non riceve fondi pubblici. Altro grande escluso il monolito di Ayers Rock, Australia, che era già fuori dai top 14, come le due montagne nostrane, così come le Isole Galapagos. Non è passato neanche il Mar Morto, nonostante in Israele, negli ultimi giorni, si fosse speso perfino il premier Benjamin Netanyahu, esortando i suoi connazionali a votare a favore del lago ipersalino, anche per contribuire a salvarlo dal lento ma apparentemente inesorabile prosciugamento.

Alla fine, ha trionfato il continente più popoloso del pianeta. E questo è, se si vuole, il limite di un sondaggio di questo tipo, se è vero che persino la stampa sudafricana, che pure ha avuto un vincitore, lamenta la vocazione orientata al mercato di iniziative come questa, spiegando come il massiccio del Drakensberg, nello stesso Paese di Tutu e Mandela, ma anche alcuni spettacolari scenari di stati confinanti come Zimbabwe o Namibia siano più spettacolari della Table Mountain, ma molto meno note al grande pubblico e quindi “spendibili” in partenza come candidature. Per non parlare di territori come l’Islanda, o la Groenlandia, o l’estrema Patagonia, inesorabilmente tagliate fuori ab initio.

In ogni caso, con tutti i limiti possibili, il risultato premia località di grande fascino, e non smaccatamente commerciali come si poteva temere (in questo senso, l’esclusione del Grand Canyon è una garanzia). Le sette località prescelte ne trarranno sicuramente grandi benefici, mentre noi, i fruitori della lista, avremo a disposizione un criterio di scelta in più per programmare un viaggio, o magari solo per sognare. Come detto, la lista è solo “provvisoria”, in teoria il riconteggio dei voti potrebbe portare qualche piccola sorpresa, da qui a quando, nell’inizio del 2012, ci sarà la cerimonia di investitura ufficiale.

La definizione delle meraviglie naturali segue quella delle “Nuove meraviglie del mondo” prodotte dall’uomo, che la stessa organizzazione aveva prodottoquattro anni fa. Come in questo caso (11 novembre 2011), la conclusione era stata proclamata in una data “palindroma”, il 7 luglio 2007. Oltre 100 milioni di voti on line che hanno eletto due siti precolombiani, Machu Picchu in Perù e Chichen Itza in Messico, Petra (Giordania), la statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro, la Grande Muraglia cinese, il Taj Mahal (per molti “il palazzo più bello del mondo”) di Agra, India, e il Colosseo. In questo caso, il numero dei votanti non è ancora noto, ma si intuisce sia elevatissimo. La prossima campagna, già in fase di lancio, porterà alla nomina delle 7 meraviglie “urbane”. Vedrà sullo stesso “teatro di gara” città storiche come Venezia e Tokyo e le megalopoli del 21mo secolo come Seoul o San Paolo. Le nomination per partecipare a New7WondersCities possono essere presentate entro fine anno, il via il 1° gennaio prossimo.

L’idea di proclamare “sette meraviglie” risale a Erodoto, il grande storico greco, e la cifra, sette, si deve proprio al valore che questo numero aveva nel mondo dell’Antica Grecia. Le prime Meraviglie erano quindi quelle del mondo noto ai Greci. Nei secoli, la scoperta, fisica, di nuove civiltà e continenti, ha portato a successive ridefinizioni della lista. Inevitabilmente, la globalizzazione accelerata degli ultimi due secoli ha innescato aggiornamenti sempre più frequenti: Usa Today ne ha creato una sua propria, la CNN ne ha proposta una, a sua volta relativa alle bellezze naturali; esistono poi le meraviglie del mondo industriale, quelle del mondo sommerso, e altre nazionali. Guai allora a investire di troppa autorevolezza simili iniziative: meglio prenderle come un gioco, o se si vuole, come una opzione in più tra le tante guide turistiche che le librerie, la televisione, il web, offrono al viaggiatore del ventunesimo secolo.

di Arturo Cocchi.

 

via http://viaggi.repubblica.it/articolo/new-7-wonders-trionfa-l-asia/224762

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