Cinema, trionfa la I (diota) generation.

Pubblicato: 12 novembre 2011 da Dario Stissi in Attualità, Cinema, Il punto di Dario, Recensioni e opinioni

«Buongiorno papà», «Fanculo Gianluca». Si può ridere davanti a questo scambio di saluti tra padre e figlio? Per migliaia di italiani sono irresistibili battute. Tant’è che I soliti idioti, format televisivo di tre minuti trasmesso da Mtv e lanciato da Youtube, è diventato un blockbuster, un film che sbanca il box office incassando quasi 4 milioni e mezzo in tre giorni. Demenziali, volgari, tanto da far sembrare Checco Zalone (il produttore è lo stesso) un novello Dante Alighieri, scorrettissimi, a tratti surreali, i due protagonisti Francesco Mandelli, il papà truccato che sembra uno degli Sgommati di Sky, e Fabrizio Biggio, il figlio che ripete «dai cazzo!», sono i nuovi eroi di milioni di ragazzini che li preferiscono al vecchio Tin Tin, pur nel riallestimento moderno di Spielberg.

«Sono la metafora del Paese – spiega Paolo Valsecchi, il produttore – Da un lato l’incomprensione tra genitori e figli, dall’altro, tra la classe politica e i cittadini. In Italia bisogna avere nuovi soliti idioti». Forse. Più probabilmente è lo specchio di milioni di ragazzini cresciuti a merendine, telefonini e computer. E il film è pieno di battute che usano il loro lessico quotidiano, gli sms che si scambiano, «fiodena», «sorcicova», «smutandissima», e ogni sketch non va oltre gli oltre fatidici 140 caratteri di un tweet (il messaggio su Twitter): la iGeneration, dove la “i” può avere un doppio significato. Come fa il verso a quei giovani che rispondono con «boh, non so» a ogni domanda o che usano «cazzo» come intercalare.

Dopo un film comico si esce dalla sala divertiti e rasserenati. Al termine de I soliti idioti resta un drammatico senso di vuoto e di smarrimento.

di Giuseppe Attardi

via http://www.lasicilia.it/index.php?id=66583&template=lasiciliait

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commenti
  1. Alda Cannizzo ha detto:

    Che impressione rivedersi in tutto ciò… che schifo rivedersi dall’esterno!

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