Noi una piramide non la sappiamo costruire. ( la libertà è schiavitù)

Pubblicato: 12 settembre 2011 da Dario Stissi in Il punto di Dario

Completando la lettura della bellissima opera di Orwell: 1984; nella quale mi sono imbattuto più volte in una delle regole del Partito di cui lui parla:La libertà è schiavitù. Niente di più vero. Chi può dire di essere libero? Libero da Lub-ère: far piacere, aggradare. La libertà è dunque qualcosa che ci aggrada, che ci da un senso di piacere e felicità completamente distaccato da qualsiasi oggetto o padrone. L’impermanenza, così definita dalle filosofie orientali. Il distacco da tutto ciò che ci circonda e che crediamo di possedere ma che in realtà non possediamo. Addirittura direi che noi stessi siamo posseduti da ciò che crediamo di possedere. Dove sta quindi la nostra libertà? chi tra noi può dunque considerarsi libero? Il Dalai Lama forse, ma lui stesso è schiavo della sua dottrina.

La libertà è stata da sempre la bandiera che ha accompagnato gli scontri tra i popoli, le rivoluzioni : Liberté, égalité. fraternité”. L’unità della nostra terra è nata dalla voglia di libertà: cacciare via l’austriaco invasore. Liberare il mondo dagli essere inferiori, era il motto di Hitler, la libertà di uccidere milioni di persone sotto l’occhio vigile della Chiesa libera e silenziosamente assenziente.

La libertà dei liberali, della politica capitalistica, del comunismo dei soviet e dei Gulag. 

Gli americani liberatori, o magari sarebbe meglio dire furbi e silenziosi invasori. Ci crediamo tutti alla libertà, a quella che abbiamo letto sui libri di scuola e alla fantomatica democrazia che ci ha resi liberi di decidere l’oppressore. Prima magari non avevamo la libertà di farlo ed era l’oppressore a decidere di opprimerci. Ora però siamo stati talmente bravi che abbiamo conquistato la possibilità di farci opprimere da chi vogliamo noi.

Vi sentite ancora liberi? Certo, lo siamo! Siamo liberi di uscire di casa e andare al supermercato. Lì poi siamo liberi di scegliere ciò che ci serve e che ci sia di utilità aldilà delle marche o della pubblicità. Ovvio, noi siamo gente libera! La coca cola? no no, mai bevuta.

Qual’è il criterio per il quale il nostro cervello è capace di decidere perché un prodotto è migliore di un altro? Se qualcuno lo sa me lo dica.

Ha tutto un senso è uno scopo, e ogni essere umano è solo una pedina minuscola nelle mani di una forza oscura che lo muove. Come si chiama? chiaro, Libertà!

Dove metteresti la crocetta alle elezioni se ti si presentassero queste due scelte: GLI AMICI DELLA LIBERTA’ o GLI AMICI DELLA SCHIAVITU’ ? non prenderti in giro, sappiamo tutti ciò che sceglierai.

Se io firmassi un abito fatto a mano con le migliori stoffe che si possano trovare in commercio e lo metterei in vendita: “Abito pregiato dell’atelier Stissi”.  Credete che lo potrei vendere prima di un abito firmato da un grande stilista internazionale, che magari lo fabbrica in Cina in un’industria tessile, dove la gente lavora per 12 ore con uno stipendio pari ad un’ora di lavoro in Italia.

L’importante è che siamo liberi.

Io sono libero, certo che lo sono. Sto scrivendo su una piattaforma blog che è una delle bandiere della libertà contemporanea. Sono libero di dire ciò che voglio e lo faccio con piacere, ma se nessuno mi legge e quindi se nessuno annulla la sua libertà per diventare mio “schiavo” anch’io sarò schiavo di questo blog. Dovrò scrivere ancora e ancora affinché qualcuno non inizi a leggermi.

Gli schiavi egizi costruirono le Piramidi e tutt’ora ci chiediamo come abbiano fatto. Erano solo consapevoli di essere schiavi e già questo li rendeva molto più forti di noi. Sapevano di essere trattati come una classe inferiore e come tale loro vivevano e si comportavano. Dovevano costruire una Piramide? bazzecole, era il loro mestiere. Erano schiavi.

Cosa sappiamo costruire noi gente libera? Parole: contenitori vuoti. Democrazia, libertà, eguaglianza, pace, bene, solidarietà.

Alla fine dei conti però, una piramide non la sappiamo costruire.

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