La ciclicità della storia…

Pubblicato: 14 agosto 2011 da Dario Stissi in Il punto di Dario

L’esistenza umana(utilizzo il termine esistenza per definire un qualcosa di concreto, percepibile sensorialmente. L’esistere in sé implica una spiegazione ben più ampia che non è il caso di approfondire in questo contesto.) è stata da sempre caratterizzata da avvenimenti ciclici.

Basterebbe studiare una parentesi storica di cinquant’anni o giù di lì, per riuscire a ricostruire l’intera storia dell’umanità. Basterebbe solo conoscere i contesti in cui inserire gli avvenimenti e il gioco sarebbe fatto.

Le sfumature che identificano ogni periodo storico, sono quelle che alla fine dei conti ne danno la descrizione analitica. Poiché sta in esse la sostanziale e distintiva differenza. Oggi potremmo definire “dittatura” moderna una legittimazione al governare avuta grazie all’influenza mediatica e carismatica di un unico soggetto della società. Intorno al quale si concentrano i favori di sottoposti, ottenuti grazie a sotterfugi clientelistici o attraverso la corruzione del sistema. La politica vittimistica e “sovversiva” ( intesa come la volontà di cambiare il sistema attuale delle cose, visto come arcaico e lontano dall’attualità )  ha caratterizzato negli anni passati le politiche accentratrici dei regimi totalitari. I quali screditando il vecchio sistema, si definivano portatori della verità assoluta e quindi della soluzione ai problemi che attraversavano la società. Problemi, che a mio avviso, sono stati da sempre incentivati da una classe politica inefficiente e inadatta, poiché legittimata non dal saper fare ma dal saper far credere di saper fare.

Oggi, come allora, i mass media giocano una partita rilevante dal punto di vista della contaminazione di massa che accompagnati dagli anestetici sociali ( centri commerciali, social network etc) , riescono a manipolare la volontà del popolo, riuscendo così nell’intento subliminale di ottenere una volontà assoluta che trascenda dalla volontà dell’individuo singolo. La beffa sta infatti nel far credere alla gente che la piena libertà faccia parte della democrazia contemporanea, quando invece una sorta di “grande fratello” decide per tutti noi. La consapevolezza d’esser liberi rende i popoli assoggettati, lasciando così liberi coloro che invece dovrebbero essere assoggettati al popolo.

Tutto ciò mi rimanda a un contesto storico, che alcuni nostalgici rimpiangono (nonostante lo stiano vivendo o rivivendo), dove il contesto di crisi finanziaria mondiale e il malcontento popolare diedero vita ai più grandi poteri totalitari della storia. So bene che il paragone ai più suonerà azzardato, ed è anche una cosa logicamente comprensibile e giustificabile dal fatto che la storia parla ai posteri e non ai presenti. Detto questo però mi preme sottolineare che i tratti distintivi dei due contesti storici (quello attuale e quello preso come paragone), inseriti con cognizione di causa nei due diversi contesti storici e culturali, non siano poi così differenti. Ovviamente non siamo ancora arrivati alle estreme gesta che macchiarono il nostro passato, ma di certo siamo dentro allo stesso contesto che fece da scintilla scatenante alla seconda guerra mondiale. Oggi sappiamo come andò a finire, domani sapranno (se ci sarà ancora qualcuno o qualcosa) come finirà…

Dario Stissi

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